“PASSA IL GIRO DI SICILIA”, LA CAROVANA STORICA INCONTRERA’ LA CITTA’ DI AGIRA

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di Sebastian Feudale

Dopo il passaggio da Leonforte, la carovana vintage della XXIX rievocazione storica del giro automobilistico di Sicilia, incontrerà la Città di Agira (Aggira o Sanfulippu d’Aggira in siciliano), comune di circa 8 150 abitanti del libero consorzio comunale di Enna. Le prestigiose auto d’epoca arriveranno in Città nel pomeriggio della di giovedì 6 Giugno 2019, dove ad attenderle ci saranno tantissimi appassionati e curiosi che non mancheranno la bella occasione per ammirare da vicino modelli rarissimi e di grande interesse storico e collezionistico, con folte rappresentanze provenienti da diverse nazioni del mondo. Con la partenza ufficiale da Palermo, prevista nella mattina di giovedì 6 giugno e l’arrivo nella meravigliosa Mondello, (domenica 9) il Giro di Sicilia by VCCPanormus, vera rievocazione internazionale dal sapore storico, scalderà gli animi dei tantissimi estimatori che hanno già acceso il countdown… Insomma, c’è grande attesa per un grande momento che ogni anno ritorna ad impreziosire le strade siciliane. Le auto storiche e la meravigliosa Sicilia, eccezionale connubio che richiama l’interesse di migliaia di persone… Una poesia di odori e sapori conosciuta in tutto il mondo, come una sorta di paradiso di sole, mare, storia, arte, cultura ed ancora… Grandi le attenzioni del Veteran Car Club Panormus, sodalizio organizzatore federato Asi, presieduto da Antonino Auccello, che invita Voi tutti a partecipare con entusiasmo e passione, perchè il Giro di Sicilia non è solo di chi vi partecipa, oppure lo organizza, il Giro di Sicilia è una realtà che appartiene a tutti.

Ritornando a parlare di Agira che dista 35 chilometri da Enna, sorge sul monte Teja di cui occupa la sommità e le pendici. La storia racconta che fu un sito strategico e inespugnabile tra i centri siciliani più antichi, mentre, La leggenda narra che la Città sia stata fondata prima della guerra di Troia. Le origini di Agira sono antichissime e dallo studio di alcuni reperti preistorici si è potuto documentare che inizialmente la città fu popolata, circa 30.000 anni fa, quando l’isola era ancora unita alla penisola italica. Nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, agricoltori, pescatori e forse anche allevatori, si arroccarono sul Monte Teja, perdendo gradualmente le loro originarie caratteristiche per trasformarsi in popolazioni stanziali. Nell’Area di Agira esistono tracce di abitati umani del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo. I popoli più antichi della Sicilia sarebbero stati, secondo quanto scrive Tucidide, ispirandosi ai miti del tempo, i Ciclopi (o Giganti) e i Lestrigoni (o Lotofagi), che avrebbero abitato anche il Monte Cuccio di Palermo.

Non si sa se i Sicani fossero un popolo indigeno, come essi stessi avrebbero affermato in epoca contemporanea a quella di Tucidide, o se fossero, invece, una popolazione di origine iberica trasferirtasi in Sicilia dopo essere stata scacciata dalla zona iberica del fiume Sicano, oggi Segra. I Sicani, intorno al II millennio a.C., abitarono alcune grotte naturali o artificiali dell’isola, alcune delle quali ancora osservabili ad Agira (ove sono state rinvenute delle ossa umane riferibili a questo periodo), ad Alia e in località Gulfa. La città di Agira, forse la più antica delle città sicane, prende probabilmente il nome da uno dei capi Sicani, Agiride, che la fondò (ma l’origine del nome potrebbe anche connettersi alla presenza di una miniera d’argento vicino alla città, da argyros, che in greco significa argento). Fino al sorgere di Siracusa ed Agrigento, fu certamente fra le maggiori città di Sicilia. Secondo le antiche leggende convissero, in aree diverse, Sicani, Ciclopi, Lestrigoni ed Elimi in quella che già era chiamata Sicania o Trinacria dal nome del popolo predominante. Intorno al secolo XI a.C. i Siculi, provenienti dalla penisola italica in fuga dagli Osci, si scontrarono con i Sicani, che furono confinati nelle parti meridionali e occidentali. L’isola, con l’avvento dei Siculi, fu da allora chiamata Sicilia. Recenti scavi archeologici, condotti dall’Associazione Regionale SiciliAntica e diretti dalla Soprintendenza di Enna nella persona dell’archeologa Beatrice Basile, hanno permesso di rintracciare nell’area del castello medievale, cospicui resti della città greca (abitato e zecca dei secc. V-IV a.C.).

Tantissimi i monumenti e i luoghi di interesse ed altre che sicuramente meritano di essere scoperti in questa antichissima Città che affonda radici profonde nel tempo.

www.girodisicilia.it

(Comunicato n 13 del 18/04/2019)