“PASSA IL GIRO DI SICILIA”, PATERNO’ TRA LE CITTA’ CHE ACCOGLIERANNO LA RIEVOCAZIONE

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di Sebastian Feudale

Dopo il passaggio nella ridente cittadina ennese di Regalbuto, le splendide auto d’epoca della XXIX rievocazione storica del Giro di Sicilia by VCCPanormus, faranno tappa a Paternò, comune di circa 50 000 abitanti della Città metropolitana di Catania. Tanti gli amici appassionati delle “arzille vecchiette rombanti” che non mancheranno la bella occasione per ammirare da vicino vere opere d’arte in movimento che hanno scritto le più belle e memorabili pagine di storia dell’automobilismo sportivo e non solo. Tante le rappresentanze che giungeranno in Sicilia, da diverse parti del mondo per onorare la gara ideata da Don Vincenzo Florio nel 1912, oggi rievocazione storica di interesse internazionale sotto le insegne dell’ASI – FIVA, che ogni anno richiama le attenzioni dei migliori collezionisti. Un Giro di Sicilia dal sapore unico, vero connubio di sport e cultura dentro un territorio colmo di arte, storia e bellezze senza tempo. Sole, mare e modelli unici al mondo di inestimabile valore sulle stesse strade… quelle strade teatro di battaglie epocali di eroi del volante e fatica. Insieme agli amici di Paternò, che applaudiranno calorosamente gli equipaggi partecipanti, anche l’Amministrazione comunale che farà egregiamente gli onori di casa; tutto questo nella giornata di Giovedì 6 Giugno 2019 (pomeriggio).

Scopriamo un pò la bella Paternò, quale centro urbano di medie dimensioni situato nell’entroterra etneo che fa parte dell’omonima area etnea. Il territorio comunale confina nella parte occidentale con Centuripe, (in provincia di Enna) e Biancavilla e, nella parte meridionale con i comuni di Castel di Judica e Ramacca, appartenenti al distretto del Calatino. A nord confina con le ex frazioni paternesi di Ragalna e Santa Maria di Licodia, ad est confina con Belpasso. Il territorio è situato alle pendici sudoccidentali dell’Etna, e la sua altitudine media è di 290 m s.l.m. Molto bello il centro storico di Paternò, che si presenta delimitato da nuovi quartieri, tra cui quello “satellite” di ampie dimensioni dell’Ardizzone; il colle, che gli abitanti chiamano “Collina storica”, essendo la parte in cui vi sono concentrati i più importanti monumenti della città, nonché il suo nucleo originale e antico,  che fa anch’esso parte del centro storico.

Facciamo un cenno sull’origine del nome: nel corso dei secoli vari studiosi hanno formulato diverse ipotesi su quale possa essere l’origine o il significato del nome della città etnea. Tra le ipotesi, sono degne di segnalazione quelle dello storico Gaetano Savasta (in Memorie storiche della città di Paternò, 1905), e del linguista Giovanni Alessio, che nei loro studi si sono orientati verso l’ipotesi di un’origine bizantina del nome. L’Alessio sostiene che il nome di Paternò, sia legato a quello del vicino centro di Adernò, anch’esso di origine bizantina, e l’etimologia deriverebbe dall’espressione in lingua greca ep-Adernòn, che significa «verso Adernò». Ma questa ipotesi, oltre ad essere semplicistica, non è suffragata da alcuna fonte storica. Il Savasta, invece, ha formulato l’ipotesi che il toponimo abbia origine latina e che derivi da Paetram Aitnaion, il cui significato sarebbe «Rocca degli Etnei» (riferendosi all’antico toponimo di Aitna). Ipotesi quest’ultima simile a quella formulata nel XVI secolo dallo storico Leandro Alberti, per il quale il toponimo comparve sotto i Romani. Mimmo Chisari, nell’opuscolo sulla città afferma che forse il borgo fu chiamato Batarnù da un’etimologia latino-bizantina, dove paternum praedium, cioè “proprietà terriera ereditata dal padre” veniva pronunciato Paternón, per passare poi nella forma ufficiale dei testi antichi Paternio e quindi arrivare all’attuale Paternò. Il geografo arabo Al-Muqaddasi, nella sua descrizione della Sicilia (scritta intorno all’anno 988) denomina la città come Batarnù e afferma che il toponimo era preesistente alla dominazione araba.

Ricchissima di storia, arte, cultura, tradizioni e tantissimo altro ancora, Paternò, si colloca di diritto fra le Città siciliane che meritano di essere scoperte dal visitatore che ama la meravigliosa isola di Trinacria. 

Nella foto di Giusina Perna: l’Alfa Romeo RL TF del 1924 (unico esemplare al mondo) al via della XXVIII edizione.

www.girodisicilia.it

(Comunicato n 15  del 26/04/2019)